Nolde, Klee & der Blaue Reiter, Fondazione Braglia, Lugano, sino al 25 giugno 2016

L’orizzonte dell’espressionismo tedesco è stato assai poco frequentato dal collezionismo d’area italiana: fa eccezione la collezione Braglia, ora eretta in fondazione, che ha prodotto questa notevole mostra.

Macke, Bagnanti con alberi della vita, 1910

Macke, Bagnanti con alberi della vita, 1910

Naturalmente si tratta di materiali da una raccolta privata, dunque non è una “grande parade” di capolavori ma una serie d’opere connesse dal filo degli amori e delle occasioni, delle predilezioni e delle idiosincrasie che caratterizzano le storie d’amore con l’arte che un collezionista privato intesse nel corso della sua vita: il che li rende di massimo interesse, e in questo caso preziosi.

Il Blaue Reiter, quindi Monaco con Kandinsky, Jawlensky, Werefkin, il sempre raro Marc, Münter, Campendonk, e il rarissimo Macke con una perla di rara bellezza e importanza, indicatore della precocità e della qualità delle riletture cézanniane e del rapporto con Matisse instaurato dall’area tedesca.

Poi Klee – sedici opere – e il sodale Feininger, e “quelli di Dresda”, Kirchner e Pechstein. Infine – o meglio in premessa – un gruppo di sette opere di Nolde, padre nobile di quella che per un tempo è stata definita “nervenkunst”, genio introverso e visionario di cui solo ora veramente la cultura artistica internazionale prende ad avere piena coscienza.

Nolde, Fattoria Hülltoft

Nolde, Fattoria Hülltoft

Un altro filo d’interesse si svolge in questa mostra. Le opere su carta vi prevalgono, segno della comprensione profonda di chi ha collezionato un’arte che nella carta, nel foglio, dava affettivamente il meglio di se stessa, a ridosso con il corso privatissimo dell’invenzione primaria, dello snudato addensamento poetico dell’immagine. Dunque non si tratta di opere semplicemente raccolte, ma veramente scelte. Mostra bellissima.