Guglielmo Della Valle, da Vite dei pittori antichi greci e latini, in Siena, dai Torchj Pazzini Carli, 1795

A Polignoto da alcuni si attribuisce l’invenzione della pittura all’encausto, ma non con abbastanza di fondamento, lasciandoci di ciò dubbiosi gli scrittori.

Parrasio, in Della Valle, Della Valle, da Vite dei pittori antichi greci e latini, 1795

Parrasio, in Della Valle, Della Valle, da Vite dei pittori antichi greci e latini, 1795

Siccome anche sopra il preciso significato di monocromio, che ora colla pittura lineare, ed ora con quella d’un solo colore si confonde, potendo in certa guisa ad ambi i modi estendersi comodamente; poiché ossia la superficie tinta di rosso e da per sé esprima sopra un piano di altro colore i contorni di una figura, oppure le linee estreme definiscano i contorni di una figura non colorita, come per esempio con l’inchiostro e con la penna sopra un foglio di carta bianca, da alcuni questa, o pittura o disegno che ella siasi rigorosamente parlando, si riferisce alla classe de’ monocromj, cioè della pittura a un colore solo.

Però a procedere colla maggior chiarezza nel definire cose tanto da noi lontane giova considerare, che siccome il circoscrivere con semplici contorni l’ombra di un corpo illuminato, dal che si disse aver avuto origine l’arte, è l’operazione più semplice e alla portata di ogni rozzo pastorello; così distinguendo questa col nome di Pittura lineare, e i monocromi restringendo all’operazione di tingere o colorire o di rosso o di nero solamente la figura, verremo a scanso di ogni equivoco ad indicare i progressi dell’Arte difficilissima, la quale incominciò con i contorni semplici a circoscrivere rozzamente la figura, indi a spargere qualche linea per indicare le membra e anche la veste; e in seguito con mattone pesto, e poi con terre migliori colorirle per imitare le carnagioni.

Posto ciò, non è difficile che la pittura di tal genere piacesse agli antichi, siccome non cessa di piacere a noi il saggio che ne conservarono i dotti Accademici di Ercolano: poiché oltre alla nativa semplicità de’ suoi primi autori, benché rozzi, essa fu praticata da Zeusi e da altri più famosi fin’alla decadenza dell’arte. E per non introdurre in queste Vite alcuna cosa o nome che possa produrre confusione o equivoco, alla pittura lineare lasceremo il nome di monogramma da Epicuro malignamente applicato alle antiche immagini degli Dei, le quali probabilmente fatte con rozzi e semplici contorni, e senza veruna espressione di affetto d’ira o d’allegrezza, offrivangli un campo di morderne la supposta indolenza, a quel modo burlandosene, che Lucilio appresso Nonio dice monogrammi gli uomini digiuni e scoloriti.

Né dee muoverci Quintiliano, il quale a prima vista pare di opposto e vario sentimento; poiché egli parla dell’effetto prodotto dai monocromi dell’innanzi e indietro, il quale anche dai moderni si ottiene comodamente; e mi sovviene di averne veduti in Milano degli eccellenti di Lionardo da Vinci, e altrove di altri maestri col semplice chiaroscuro, tingendo i contorni con un solo colore, che sia diverso da quello del piano sul quale si segnano i detti contorni, e dando alle figure un rilievo ed effetto maraviglioso.

Strabone avverte che nel Tempio di Diana Cleante e Arigente Corintj dipinsero a monogrammi questa Dea in fasce portata altrove, e la rovina di Troja. Plinio perciò due sorte di monogrammi ossia di pittura lineare distingue, la prima cioè semplicissima, e la seconda più difficile e in uso anche a suoi giorni.