Daniele Cestari. Zucchero e catrame, Galleria Nuovospazio, Piacenza, sino al 10 dicembre 2014

Cestari è nato nel 1983 ed è poco più che un debuttante nel mondo della pittura d’oggi: è giovanissimo, ma appare dotato d’autorevolezza.

Cestari, Profonda e silente, 2014

Cestari, Profonda e silente, 2014

Il tema dominante è quello della vedute urbane, scenario ormai ben definito sul piano dei generi artistici, fatte qui totalmente pittura, ancorché in dialogo evidente e criticamente vivo con l’imagerie fotografica e cinematografica del secolo scorso.

Cestari tuttavia non imbastisce operazioni linguisticamente outrées. Si attiene a una struttura essenziale della visione, e ne fa il territorio di una elaborante, intensa delibazione affettiva: ciò dice la scelta di operare su una gamma cromatica inamena e antiretorica, aprendosi vasti campi in cui è la qualità della stesura, la sua intima sismografia emotiva, e farsi dominante.

Cestari, Imbrattata di passi, 2014

Cestari, Imbrattata di passi, 2014

Figurare, è noto, non è più un problema di collocazione intellettuale, in seno alla generazione ultima. Ma Cestari agisce per scelta motivata, cercando più in profondità ragioni autentiche di una pittura necessitata.

È una stagione d’esordio, questa, ma con i crismi di una qualità non ordinaria.