Mario Ballocco, Origine, in “AZ arte d’oggi”, II, 9, Milano, novembre 1950

Lontano dall’essere una arbitraria e ritardata riesumazione di posizioni già raggiunte, la nuova arte non-figurativa è il senso di una nuova energia che profilatasi con una fisionomia tutta propria, rappresenta il fenomeno più caratteristico ed esteso del tempo recente per il suo spontaneo e sincronizzato apparire (1945) in quasi ogni paese. Dopo gli ultimi esperimenti, che hanno portato in arte l’aspetto della realtà fisica al limite neocubista, la pittura e la scultura, seguendo una ineluttabile linea di sviluppo, sono entrate nell’arte non-figurativa riallacciandosi alle prime esperienze astratte del principio del secolo. Coincidenza quindi che trova nella storia dell’arte, anche in quella più recente, le più ricche analogie, come nel caso del futurismo che, con premesse antitetiche, è giunto spesse volte ad uguali conclusioni dell’allora nascente astrattismo. Le ragioni che si addurranno domani, giudicando in sede storica questo nostro periodo artistico, potranno riservare sorprese; una considerazione tuttavia ci sembra fin d’ora certa, ed è quella che la nuova corrente è valsa se non altro ad aprire, sia pure attraverso incertezze, un altro ciclo.

Ballocco, Monadi, 1949

Ballocco, Monadi, 1949

Come in ogni nuova epoca, l’evoluzione dell’espressione artistica porta di conseguenza la revisione e il crollo di gerarchie consacrate per cui solo i valori effettivi riescono a sostenere l’urto, così osserviamo che alcune posizioni già ritenute immobili vanno gradatamente dissolvendosi.

Nel loro corso le diverse tendenze della nuova arte non figurativa, mentre da un lato hanno via via precisato il proprio volto, dall’altro sono andate dimostrando spesso i pericoli di un’involuzione manieristica e tecnicistica. Ed è appunto anche per sottrarsi al rischio di un tale insabbiamento che diamo vita al “Gruppo Origine”, riunendo quale punto d’incontro le comuni esperienze di alcuni artisti.

Considerando che l’unico fondamento della creazione trova motivo nell’individuo indipendentemente da preoccupazioni di contenuto e di forma, il “Gruppo Origine” è estraneo a posizioni polemiche nei confronti dell’arte astratta o di quella figurativa. Posizione quindi prima di tutto di coerenza; coerenza intesa come libero svolgersi ed esprimersi della personalità.

Origine perciò come punto di partenza dal principio interiore, come bisogno di attingere alla più ingenua, libera, primordiale natura. Per assumere non solo una posizione anti-intellettualistica, ma soprattutto per esprimere il bisogno imperioso, tutto nostro e contemporaneo, di uscire dalla tensione cerebrale e psichica che incombe sulla vita dell’uomo d’oggi.

Nel quadro dell’esperienza non-figurativa, capovolgimento di valori: fare dell’arte non-figurativa – intesa spesso come un fine – un mezzo; condurre cioè una sintassi sotto il dominio dell’esigenza espressiva e comunicativa.

Nel dissidio esistente fra un passato che vuol sopravvivere e la realtà nuova che deve sostituirvisi, la necessità di riconoscerci è la condizione necessaria e sufficiente del rinnovamento.

Origine quindi come liberazione dalle molteplici sovrastrutture, e come identificazione con la verità in noi stessi contenuta.