Leone Lodi. I segreti dello scultore, Palazzo del Podestà, Soresina, sino al 17 marzo 2013

Leone Lodi è nato nel 1900 (scompare nel 1974), ed è un esempio classico dei “piccoli maestri” di cui è ricca l’arte italiana anche nel ‘900.

Leone Lodi, Atleta, particolare, 1940

Leone Lodi, Atleta, particolare, 1940

Nasce scalpellino, Lodi, ma il suo talento d’alto artigiano con picchi d’invenzione cospicua ne fa una figura non ordinaria nel panorama della grande arte milanese dagli anni ’30 in poi.

Dà la scultura d’integrazione architettonica per il Palazzo della Borsa di Paolo Mezzanotte, nello stesso ruolo è collaboratore fidato di architetti come Agnoldomenico Pica, Marcello Piacentini, Giuseppe Pagano. È, insieme, interlocutore di artisti come Arturo Martini e Mario Sironi nella rideclinazione non ortopedica d’un’idea del classico. Lavora con umiltà d’artefice e insieme l’orgoglio di chi respira l’aria rarefatta vicino alle vette dell’arte.

Leone Lodi, Giovinetto, 1919

Leone Lodi, Giovinetto, 1919

La mostra è preziosa, come tutte quelle che ristabiliscono figure la cui esistenza ha rappresentato l’humus più vero della circolazione di cultura. Non sono nate per primeggiare, ma rendono possibile che qualcuno abbia lo scatto del genio facendosi riferimenti di dialogo, confronto, circolazione d’idee e gusto.

La sistemazione critica di questi artisti è non solo un dovere culturale, ma spesso una sorpresa. Il caso di Lodi è certamente da annoverare anche tra le sorprese piacevoli.