Homer nach Antiken gezeichnet von Johann Heinrich Wilhelm Tischbein. Mit Erläuterungen von Christian Gottlob Heyne, Göttingen, Heinrich Dieterich, 1801

Tischbein, Elena e Paride, 1801

Tischbein, Elena e Paride, 1801

Tischbein, Ulisse e le Sirene, 1801

Tischbein, Ulisse e le Sirene, 1801

Tischbein, Scilla, 1801

Tischbein, Scilla, 1801

Tischbein, Nestore e il corpo di Antiloco, 1801

Tischbein, Nestore e il corpo di Antiloco, 1801

Tischbein, Omero e le Muse, 1801

Tischbein, Omero e le Muse, 1801

Giuseppe Uncini, MACTE, Termoli, sino al 12 gennaio 2020

Il longevo premio Termoli, attivo dal 1955, celebra anche la sua storia con questa personale di Uncini, maestro della scultura al tempo delle neoavanguardie degli anni Sessanta.

Uncini, Cementoarmato n. 31, 1962

Uncini, Cementoarmato n. 31, 1962

Undici opere, un percorso compatto o preciso, conducono dal Cementarmato n. 31, 1962, a opere imponenti come Spazi di ferro n. 39, 1989, e Muri di cemento, 2003. È con lui che il materiale meno estetico in circolazione, il cemento, entra in circolo in forza della sua ostensione ruvida, perfettamente an-estetica, ma imponendo una fisicità potente e una presenza spaziale necessariamente proiettata sull’architettonico.

Solo che quello di Uncini è un architettare lo spazio a partire non da asserzioni brutali, ma da un recupero profondo della proporzione antica, di un’idea di commensuratio ben radicata nell’idea europea di forma: è uomo di proporzioni, non di misure: in altri termini, quanto più lontano dall’ostensione opaca della minimal.

Uncini, Ombra di due quadrati, 1976

Uncini, Ombra di due quadrati, 1976

È una mostra sottile e poetica, ritrosa e senza arroganze intellettuali, perfettamente in tono con la personalità di Uncini, figura abituata, all’antica, a “parlare con le mani”.

Etruschi maestri artigiani, Museo Archeologico Cerite e Necropoli della Banditaccia, Cerveteri, Museo Archeologico e Necropoli dei Monterozzi, Tarquinia, sino al 31 ottobre 2019

La prospettiva di lettura è intelligente e sfiziosa: leggere i materiali di due dei massimi centri dell’Etruria Meridionale, dunque la messe fitta di importazioni, imitazioni, derivazioni dalla Grecia, e di produzioni originali, dalla metallurgia al bucchero, come terreno di coltura di un livello produttivo altoartigianale, oltre che formale e stilistico, unico nel suo genere, consentendone l’apprezzamento anche a un pubblico vasto.

Urna cineraria fittile dipinta, Tarquinia

Urna cineraria fittile dipinta, Tarquinia

I materiali sono, va sans dire, straordinari, anche perché la Banditaccia e i Monterozzi sono un repertorio eccezionale di immagini: qui si affiancano pezzi eccellenti come la situla di Bocchoris, il cratere di Eufronio e i reperti della tomba Regolini-Galassi, in un percorso che illumina e valorizza, con opportuni prestiti, le collezioni museali.

Cronologicamente si va dal villanoviano all’età pienamente storica, quando da qui muovono artefici e prodotti che illuminano non solo la prima fase di Roma, ma lo stesso mondo greco, fattosi da esportatore anche importatore di lavori nati, scrive Ferecrate, dagli “Etruschi esperti della tecnica che producono oggetti di ogni tipo”.

Cratere di Eufronio, Cerveteri

Cratere di Eufronio, Cerveteri

In sintesi, è un percorso per una volta schiarito per il livello di aspettative dello spettatore meno informato, che tuttavia nulla cede alle troppe scivolate nel popism care all’esporre attuale: il rigore è, garantito, la noia evitata.

Description of the Collection of Ancient Marbles in the British Museum; with engravings. Part IX. London: Printed by W. Nicol, 60, Pall-Mall. Sold at the British Museum; by Longman And Co.; Payne and Foss; and W. Pickering. 1842. Disegni di Henry Corbould

Plate VI. Canephora. [Height 7 ft. 7½ in. Old No. A 42. New No. 128.] [continua]

Siamo bambini viziati e marciti (Goncourt dixerunt), in “Il Giornale dell’Arte”, 397, Torino, maggio 2019

Uno rilegge Manette Salomon dei fratelli Goncourt – fa bene all’anima a prescindere, garantisco – e non può fare a meno di pensare ai nostri tempi: non tanto per constatare tutto quello che, è ovvio, non c’è più, ma sorprendendosi di quante cose, in un secolo e mezzo, non sono cambiate, o magari hanno dimenticato di evolversi. [continua]

Piero Manzoni. “Fugitive from Painting”, in Piero Manzoni. Lines, catalogo della mostra, a cura di R. Pasqualino di Marineo, Hauser & Wirth, New York, 25 aprile – 26 luglio 2019 

Occorre partire da una stroncatura. Il 16 dicembre 1959 il “Corriere della Sera”, il più autorevole quotidiano italiano, pubblica un articolo di Leonardo Borgese sulla mostra di Piero Manzoni alla Galleria Azimut di Milano (1). [continua]

Natalia Goncharova, Tate Modern, Londra, sino all’8 settembre 2019

Compagna di Larionov sin dai tempi dell’accademia a Mosca, fonda con lui il Vello d’Oro avviando una fervida stagione avanguardistica in dialogo fitto con futurismo, cubismo e soprattutto espressionismo, sino all’eposodio maggiore della costituzione del movimento raggista, 1913. [continua]

Ida O’Keeffe. Escaping Georgia’s Shadow, The Clark, Williamstown, sino al 6 ottobre 2019

Ida è sorella minore di Georgia, ma non gode dell’effetto di traino che usualmente s’irradia da una parentela autorevole. [continua]

Dora Maar, Centre Pompidou, Paris, sino al 29 luglio 2019

Dora Maar, figura primaria della cultura parigina del XX secolo, deve la sua fama leggendaria soprattutto alla liaison con Picasso, tinta d’implicazioni controverse. [continua]

Le Antichità della Sicilia esposte ed illustrate per Domenico Lo Faso Pietrasanta duca di Serradifalco. Volume II, Andrea Altieri, Palermo 1834

La posizione di Selinunte rimpetto al continente dell’Affrica, il breve e facil tragetto del vicino canale, ed il comodo emporio di sue mercatanzie dallato del fiume Mazzaro, favorendo oltre ogni credere l’esterno suo traffico colla vicina Cartagine, [continua]

Piace pop, in “Il Giornale dell’Arte”, 396, Torino, aprile 2019

Uno fa un giro nella mostra “Il classico si fa pop” e capisce subito che forse c’è un problema, perché tentando di comunicare al pubblico di quelli che ancora ci si ostina a chiamare, con espressione esecrabile, “i non addetti ai lavori”, [continua]

Francesco Morosini: ultimo eroe della Serenissima tra storia e mito, Museo Correr, sino al 6 gennaio 2020

Francesco Morosini “il Peloponnesiaco”, del quale ricorre il quarto centenario della nascita, è stato uomo di mare e di guerra, fondamentale nelle vicende del controllo da parte di Venezia del Mediterraneo orientale. [continua]